Consiglio di dare un'occhiata a:

Al ritorno dalle fiere di Belgioioso e Riccione Officina Vintage si riempie di tanti nuovi arrivi: giubbotti scamosciati, jeans, magliette anni '70, Lacoste, Polo, tanti abitini per lei e cravatte in pelle per lui, pantaloncini sportivi, gonne, camicie e un nuovo assortimento di Converse e Superga!

giovedì, marzo 20, 2008

Oggi su Il Firenze...

...ho letto un articolo che mi è piaciuto. Semplice, non polemico, diretto. Ho scritto all'autore chiedendo il permesso di ripubblicarlo, mi ha risposto subito, quindi eccolo qua:

Mentre leggete queste righe, tredici milioni di persone si stanno muovendo, su e giù per lo Stivale, per raggiungere il luogo di lavoro o tornare a casa. Il numero non me lo sono inventato io. Lo ha diffuso il Censis, nel suo ultimo rapporto sul pendolarismo. I dati sono allarmanti, perché il fenomeno cresce rapidamente di anno in anno. Ogni giorno lavorativo questo esercito di persone percorre 320 milioni di chilometri, effettuati per la quasi totalità singolarmente e con la propria automobile. I motivi di questa crescita esponenziale sono diversi. Chi acquista casa preferisce farlo fuori città, dove i prezzi sono più abbordabili. Nello stesso tempo è difficile, per chi un lavoro ce l'ha, sostituirlo facilmente con uno più vicino a casa. I mezzi pubblici, poi, sono disastrosi: ormai li usano solo gli extracomunitari, gli anziani e i borseggiatori. Risultato: le strade sono così intasate di traffico che la velocità media (che comprende chi sta fermo per gli ingorghi e chi viaggia a 250 all'ora) è di 36km/h, perdendo 72 minuti al giorno per gli spostamenti, oltre ad almeno altri quindici minuti per trovare un parcheggio. Senza parlare dello stress, poiché in queste condizioni quando uno arriva a lavorare è già stanco. Tutto questo mentre qui in città si discute sull'istituzione di un trenino (tipo quelli del luna park) per entrare e uscire in notturna dalla ztl chiusa al traffico da mezzanotte alle quattro del mattino. E dalle quattro a mezzanotte? Attaccatevi al tram!

articolo scritto per Il Firenze da Massimo Boccuzzi

18 commenti (lascia un commento qui):

Dubito ha detto...

Io credo che solo il TELE-TRASPORTO sarebbe un mezzo di trasporto efficace.
In assenza proporrei di convertire le spese per le infrastrutture in sovvenzioni per il TELE-LAVORO.
Quale che sia il mezzo di trasporto (il tram, lo shuttle o i pattini) fra quei 13 milioni la maggior parte va su e giù per poi chiudersi in ufficio a mandare mail e fax.

Sabino ha detto...

mbeh
c'è anche chi scarica casse, visita pazienti, affetta mortadelle, prepara cornetti alla crema, vinifica ...
non la metterei così drastica sul fanullonismo a 360° gradi
anche se fa ganzo dire che tutti fanno niente
;-)

Anonimo ha detto...

... ore 6:50: Drin! Dirn!

ore 7:25 prendo la macchina vado alla stazione che dista da casa mia soli 8 km e lo sapete a causa delle code quanto ci metto?: 35m
:-( ...lo trovo allucinante!!!!

Ore 8:00 - 8:15: cerco parcheggio per ben: 15m :-(

Ore 8:20: Prendo il Treno: 30 m (se non ha i suoi soliti 15 minutini di ritardo!)

Ore 9:00: sono finalmente sul posto di lavoro!

... per farvela breve nella bellezza di 1 ora e 20 minuti ho percorso solamente 45 km... dovrei prendere seriamente in considerazione l'ipotesi di iniziare ad andare a lavoro a cavallo, ci sono buone probabilità che farei prima.... :-)

Giò80

Sabino ha detto...

trovà casa vicino al lavoro ?
una motoretta (elettrica) invece dell'auto ?
una bici ad idrogeno ?
:-)

Anonimo ha detto...

... bici ad idrogeno... ci penserò su :-)...
Giò80

Anonimo ha detto...

... Vi leggo da un anno e non ho mai scritto niente, perdonatemi se eccedo con le chiacchere.... ma c'ho preso gusto...

Giò80

Nelli ha detto...

gio80 sei la benvenuta, sono felice che hai rotto il ghiaccio. non ti preoccupare se iper commenti, a me fa piacere!

per le 2 ruote: sabino sono in arrivo tempi duri (hai letto sul giornale dei parcheggi a pagamento per i motorini?)

per i tempi di percorrenza... martedi mattina ci ho messo 1h e 15 per fare dal galluzzo a piazza dalmazia; da porta romana a porta a prato era tutto fermo.
a un certo punto si sono affiancate 2 moto della polizia e uno dei due ha detto all'altro "facciamoci un pezzo in contromano per saltare questo blocco" erano più disperati di me!

per dubito (che bel nick): il problema è quando dentro il blocco ci si trova un medico, un'ambulanza, un infermiere...

thxs sabino per la risposta :-)

Sabino ha detto...

comprerò la bici ad idrogeno, come suggerivo peraltro a giò80
:-)

Sabino ha detto...

tempi duri pè igglock, direi
eh eh eh

Sabino ha detto...

cmq
se potessi televisitare senza gli odori e le lamentazioni sarei di moRto contento, se dubito s'inventa qualcosa io ci sono ....
;-)
l'importante è che non si delocalizzi troppo ...

Lorenzo ha detto...

più che bici ad idrogeno (che NON esiste)....io mi prenderò una bella bici pieghevole così me la porto dietro...
Comunque è vero che va ridotto il BISOGNO di mobilità e questo si fa in tante maniere....con una buona pianificazione (cosa che a firenze MANCA DEL TUTTO) ma è anche vero che i servizi pubblici devono essere all'altezza...prossimamente vi manderò la futura rete bus con la tranvia in funzione...

Sabino ha detto...

ovanna
ti rimangi quello che mi avevi detto ?
che volevi fondare questa società di commercializzazione di bici ad idrogeno e di monopattini ad energia solare ?
:-P

Nelli ha detto...

il monopattino a energia solare! bello! altro che segway...

mglock9mm ha detto...

Visto che Sabinoooooo mi tira sempre in causa in questi argomenti , ecco il mio commento... :))
Forse sarebbe il caso di lasciare a casa oltre che all'auto, anche un poco di demagogia su questi argomenti che sicuramente, sono tra i più drammatici e attuali che esistano.
Casualmente, tutti si lamentano ma mentre si lamentano, sono seduti a bordo della propria auto, in colonna e pensando che tutti i "compagni di sventura" che lo circondano, avrebbero potuto muoversi in altro modo e non in auto. Bene.
Vorrei poi chiedere a dubito, copia dello studio dal quale si evince che la maggior parte di quei 13 milioni di persone che si muovono, si chiudono poi in ufficio a mandare mail e fax. Mi interesserebbe molto, in modo tale da riqualificare verso il basso gli stipendi dei miei collaboratorinelle mie Aziende, visto che solo quello fanno.
Direi invece che una volta tanto, ciascuno di noi dovrebbe rompere il cerchio e non attendere che lo faccia qualcun altro. Per esempio, la maggior parte dei miei collaboratori ed io con loro, lavorano già da casa o da postazioni adiacenti alla loro abitazione, in modo tale da potersi non muovere da casa o muoversi a piedi in 5 minuti, prendendosi un caffè durante il tragitto. Fare una convenzione aziendale per tariffe di connessione flat, sui numeri di casa dei miei dipendenti, costa molto meno in termini di costi vivi e di mancata produttività, al posto che farli mettere in auto di mattina. Oltre al fatto che essendo tariffe flat vce e dati, loro effettuano anche telefonate e connessioni private, senza spendere alcunchè e senza aggravi di costo per l'Azienda.
Oltre a ciò, scelgono loro, a seconda della loro mansione, l'orario di lavoro e davvero, non è mai accaduto che qualcosa non sia stato fatto.
Certo, in ufficio è sempre presente qualcuno a livello di segreteria, amministrazione e receptionist ma la presenz in ufficio delle altre risorse, è condizionata unicamente da impegni ed incontri che vengono oltre a tutto fissati intelligentemente, cioè quando magari il traffico è minore o addirittura quando gli orari dei mezzi pubblici (in caso si venga da fuori) siano maggiormente comodi.
Tecnicamente, non esiste "orario di entrata ed uscita", basta fare dei contratti che non prevedano questo.
Siamo un'oasi felice ? Si ma non assolutamente non replicabile..
In questo momento, ad esempio, sto lavorando da casa. Fra poco mi muovo, in moto, e mi reco a Bergamo.
Senza farsi 2 ore di traffico.
Non sarebbe meglio ritornare alla considerazione che davvero, il cambiamento PARTE dall'individualità di ciascuno di noi. Non dovremmo attendere che ci venga data per legge o "esportata" da altri...

Ciao a tutti...

P.S. Sabino, ti ho inviato mail su banco di assaggio formaggi latte crudo spagnoli, per giovedi 23... esserci !!

Nelli ha detto...

mi piace molto questo taglio dato alla discussione portato con intelligenza dal glock (era quello di cui parlavamo vero?)

anche io penso a come sarebbe più intelligente ed economico (oltre che meno stressante) lavorare da casa o comunque vicino casa. Io per esempio lo farei volentieri (e non è detto che presto non lo faccia).

certo, in alcune aziende (penso alla vecchia dirigenza della mia) certi concetti sono a dir poco eretici.
non arrivano neppure all'idea di risparmiare le telefonate con skype figurarsi pensare a tariffe domestiche flat.

ma non tutti - spero - sono cosi ciechi.

inoltre visto che tanto molti già lavorano da precari, tanto vale trasformare una situazione svantaggiata in una di favore.

io lavorerei volentieri in orario notturno scegliendo di dormire la mattina, (all'università facevo così e mi sono laureata in tempo).

complimenti per la tua visione aziendale, davvero illuminata.

Sabino ha detto...

o nelli
ma tutte le cene e gli aperitivi, lavorando in notturna, te li dovresti scordare
;-P
o'glock
tu lo sai che finisco di lavorare ad una certa ora e che alle 20.30 a milano uncelafò ad esserci
ma facciamo un pensierino su vinitaly
;-)

Anonimo ha detto...

Minor nervosismo, maggior equilibrio tra professione e famiglia. Ma possibilità di avanzamento ridotte al lumicino.

E’ questo il risultato di uno studio realizzato dall’università di Durham sugli effetti del lavoro “da casa”.

Il telelavorante è molto vicino ai problemi dell’azienda. Anche di più rispetto agli impiegati in ufficio.

Gli studiosi hanno analizzato 749 questionari di lavoratori impegnati nei media, in società finanziarie e di consulenza.

Il primo dato emerso è che il 43% delle persone che lavorano da casa ammette di subire lo stress da lavoro, contro il 65% degli impiegati che lavorano in ufficio.

Incombe, però, l’ansia da carriera. Infatti chi lavora da casa avverte il disagio di non poter partecipare alle strategie che solo in ufficio si creano e che costituiscono una forte opportunità di avanzamento.

Nonostante ciò, ben il 69% di coloro che lavorano da casa si dice legato alla propria azienda e quindi è professionalmente affidabile.

Anonimo ha detto...

io credo che dipenda dalle aziende. nella mia di strategie e crescita non ce n'è manco l'ombra. tanto vale lavorare da casa (se si potesse).
elena.