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giovedì 8 ottobre 2009

Ristoranti e vini d'Italia 2010: le 2 guide dell'Espresso alla Leopolda

Da tempo c'è una specie di contrapposizione fra le guide cartacee dei ristoranti (e dei vini) e le valutazioni spontanee degli utenti internet su forum, portali e blog; come se i giudizi dei critici non potessero coincidere con quelli delle persone comuni (un po' come la polemica di tripadvisor sui giudizi degli hotel).
Certo i parametri sono diversi, la terminologia, le aspettative... e probabilmente anche la disponibilità economica (sfido fra i miei lettori quanti possono andare correntemente da Pinchiorri o da Caino, seppure ho conosciuto lettori che ci sono stati più di una volta!). Ma credo che il problema di come valutare un ristorante e cosa possa influenzare l'acquisto di un vino stia diventando rilevante (tanto che in America si preoccupano della correttezza dei bloggers). Nella scelta siamo più orientati dai giudizi di un critico gastronomico oppure teniamo conto di altri aspetti che spesso prendono il sopravvento nel determinare una serata? (il servizio, l'ambiente, la tipicità)? fattori così difficili da valutare (altamente soggettivi) ma sempre più rilevanti (basta vedere i vostri commenti su questo blog riguardo al ristorante più romantico di Firenze). Tralasciando ovviamente il discorso economico e la (s)proporzione fra prezzo e qualità. Sono domande alle quali è difficile rispondere...

Premesso questo, ieri sono stata alla presentazione delle 2 guide dell'Espresso: Ristoranti d'Italia 2010 e Vini d'Italia 2010, alla Stazione Leopolda (affollatissima). Mi sono divertita nel vedere il movimento (posso dire business?) dietro a queste due "industrie" che seppure in crisi, continuano a lottare per la visibilità, il riconoscimento, il premio.
Ho ascoltato con interesse la classifica dei ristoranti e i premi speciali (come quello De CECCO per Arnolfo di Colle val d'Elsa, quello per il miglior caffè alla Locanda di Bu di Nusco, il premio CHIQUITA per il miglior dessert alla frutta al ristorante Al Caval vicino Verona e la migliore pasticceria a Il Pagliaccio di Roma). Leggi anche il post di Dissapore.
Dopo la conferenza il momento più atteso: l'assalto ai vini.
Nel mio piccolo ho avuto la possibilità di assaggiare vini che difficilmente mi potrei permettere (Masseto, Sassicaia, Gaja) ed è stato buffo per il mio palato preferire tavolta un vino da 30 euro a uno che ne vale 300...
Non vi annoiero' con i dettagli e le classifiche, c'è già chi lo fa fatto e molto bene. Posso solo dirvi che il mio vino preferito è stato un Barolo Conterno Giacomo, ma ho apprezzato anche un Poliziano di Montalcino dal prezzo molto più "popolare".

4 commenti:

  1. Il Barolo di Giacomo Conterno l'ho bevuto anche io qualche tempo fa molto buono e non ricord un prezzo esagerato!

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  2. bella vita ragazzi....

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  3. ehi elena, Poliziano è a Montepulciano!!!
    e hai ragione sulla qualità, hai bevuto nientepopodimenoche il monumentale Asinone..

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Qualsiasi commento è benvenuto :-)

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