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mercoledì 25 luglio 2012

Le mie impressioni su Benigni: il tredicesimo canto recitato per TuttoDante

Ed eccomi a scrivere un post che, immagino, scatenerà qualche polemica o dissenso (ho già letto qualche commento quando introducevo il TuttoDante). Tutti gli amici che sapevano che lunedi sera ero a vedere Benigni, mi hanno chiesto "allora? com'era? ho sentito che..." E infatti di commenti ce ne sono stati tanti, fra la gente e nei media: sia positivi, che negativi.
Iniziamo con ordine. Arrivo tardi, la piazza è già quasi piena: 6000 gli spettatori ogni sera, alcuni - come la simpatica signora che mi era dietro in coda - hanno fatto l'abbonamento per vedere tutte le serate. Le chiedo prima di entrare com'erano le 2 serate precedenti: "stupende! quest'estate sono ferma a Firenze, mi sono concessa questo regalo". Entro e vedo piazza Santa Croce come non l'ho vista mai (e dire che la vedo spesso, dal momento che ho l'ufficio a due passi): la luce bianca, abbagliante, la fa splendere. Mi piace la scelta di non usare uno sfondo al palco minimalista, che ha solo delle sagome di legno tondeggianti che ricordano forse delle nuvole. Quale migliore sfondo se non la Basilica di Santa Croce - divinamente illuminata? (finalmente ho capito quando Renzi dice che l'illuminazione per una città è vita) E lo sguardo severo e torvo di Dante, nella statua che da sinistra ci guarda perplessi (e non è una battuta), ci accompagna per tutto lo spettacolo. 
Solo per questo ne è valsa la pena! Portare migliaia di fiorentini di lunedì sera, in centro a Firenze, a sentir recitare Dante (roba che alle superiori i più odiavano), riappropriandosi di una piazza che la sera o è deserta o è in preda a turisti alticci e a volte pure disinibiti... penso che sia stata un'iniziativa eccezionale. Vedere persone anche di una certa età a quell'ora, in quel posto, non è cosa comune!
Benigni può piacere o non piacere. Si può concordare che ci sono altri studiosi più bravi di lui (ma capaci di trascinare le folle?). Si può essere d'accordo che il suo monologo anti Berlusconi (circa 20 minuti) sia un po' datato e scateni un senso di deja-vu', nonostante il pubblico abbia apprezzato (ridevano di gusto)... Il parallallelismo fra Berlusconi e Dante è stato divertente, e non parliamo del piano di fusione fra la provincia di Prato e quella di... Shangai, con i cantuccini fritti e la ribollita primavera!
Insomma quel Benigni lì, al quale la tv ci ha abituati, è sempre uguale e regge (almeno a Firenze). Ed è per quello che gira la telecamera fantascientifica appesa a 4 mega gru, roba che nemmeno Ridley Scott...
Il difficile viene dopo. Quando Roberto si cimenta con un Canto molto difficile in questo periodo storico: quello dei suicidi (tredicesimo canto). Mai tema è stato così attuale.
Nonostante una temperatura più fresca (ho anche temuto che piovesse!), Roberto si asciuga di continuo la fronte col fazzoletto.
Prima la parafrasi, con qualche vago accenno ad oggi, e tonnellate di riferimenti alla storia, la letteratura, la mitologia (non potrebbe essere diversamente con Dante). In alcuni punti Benigni si scatena, in altri tentenna (la fatica? il pathos?). Non tutti gli spettatori sono abituati a reggere più di 1 ora di figure retoriche e qualcuno si perde. Qualche brusio, qualche risata dai loggioni dei palazzi intorno, qualcuno che smessaggia a casa. I più furbi seguono il testo scritto del Canto, magari sul foglietto comprato dai venditori abusivi (!). Qualcuno più tecnologico dall'iphone/iPad o dal Kindle.
E poi arriva la lettura - che poi è a memoria. Benigni mette in guardia gli spettatori, augurando loro che qualcosa si smuova dentro... e infatti quando comincia - con un incredibile cambio di voce - a declamare gli endecasillabi, la piazza si ammutolisce. Cambiano le luci.
Un rosso fuoco sulle sagome di legno, che non potrebbe rappresentare meglio l'inferno dantesco, e un gioco geometrico di luci sulla Chiesa, fanno da coreografia al racconto del dolore e della pena di Dante e Virgilio, di fronte a coloro che hanno rinunciato alla vita e sono condannati a restare senza il loro corpo per l'eternità. 
Terminate le ultime parole, qualche secondo e poi parte l'ovazione. Standing ovation.
Quando qualcuno mi chiede: vale la pena andare a sentir Benigni recitare Dante? io rispondo di sì. Anche se non amate Benigni e i suoi sermoni politici, nè lo ritenete adatto a raccontare Dante Alighieri, credo che questo genere di iniziative vadano incoraggiate. Ho amici di tutta Italia, che vengono apposta.
Altrimenti se non andiamo, poi come facciamo a praticare il nostro sport preferito (criticare)?

12 commenti:

  1. Io faccio parte di quelli che vengono da tutt'Italia (nel mio caso Milano) per assistere a questo spettacolo, e ho un unico rammarico: aver potuto vedere una sola serata (sabato 21). Forse la recitazione di Benigni non è quella di Gasmann, ma la sua partecipazione, la sua compassione, l'amore vero per la Commedia che lui riesce a trasmettere, sono ineguagliate. Mi commuovono ogni volta. Ho goduto di ogni istante dello spettacolo e di ogni minuto passato a Firenze, che città mearvigliosa! Ci devo assolutamente tornare con più calma. Ciao,
    Silvana

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    1. Grazie del tuo commento Silvana :-)

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  2. Ciao ho scoperto il tuo blog attraverso twitter. Adoro Benigni, adoro Firenze. Sono di Genova. Ho scritto un piccolo post di presentazione sul mio blog, se vorrai dare un'occhiata sarai la benvenuta. Mi iscrivo al tuo blog e twitter. Marco

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  3. Adoro il tuo blog! MI ha fatto scoprire finalmente un parrucchiere a Firenze, che cercavo da tempo! Hairforce! ; )
    GRAZIE

    Io ho aperto un fashion blog! se ti va di dare un occhiata!

    www.topdirectives.com

    Kisses Davide

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  4. GRAZIE per questo post, Nelli! per vari motivi non ho la possibilità di partecipare, ma grazie al'efficacia del tuo commento, mi sento come se in un angolo quella sera fossi presente anch'io.
    Ti seguo da molto tempo e ti ringrazio per il tuo bellissimo blog.
    ciao
    Patrizia

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  5. ok, a me l'onore di inziare con le critiche. un'artista come lui (o come lo definiscono i suoi ammiratori) non può rimanere attaccato al personaggio comico qualunque cosa faccia. se decide di essere "divulgatore" non entri zompettando" (lo faceva negli spettacoli degli anno 80)o arringando il popolo con le solite battutacce su berlusconi e compagnia. lo spettacolo si chiama Tutto Dante e allora abbia il coraggio di fare quello e non fare un minestrone dove dentro c'è tutto per accontentare tutti. anche il "fatto" lo ha criticato e non credo che sia un giornale nemico. devo dire che alcune cose di benigni sono davvero notevoli, ma mi sembra esagerato osannarlo pere qualsiasi cosa faccia (e soprattutto pagarlo tutti quei soldi, vedi ingaggi rai, a proposito, al mayer ancora stanno aspettando i soldi del famoso ingaggio che avrebbe dovuto devolvere e che tanto sbandiero ai quattro venti). penso che sia davvero sopravvalutato.

    makno

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    Risposte
    1. Sono molto contenta che il mio post su Benigni ti abbia fatto venire voglia di scrivere un commento. temevo tu non mi leggessi più! :-) è bello sapere che ci sei ancora!

      Capisco perfettamente quello che dici ... credo che tutti abbiano un po' paura del Benigni che non fa ridere.
      e che sia sopravvalutato, penso sia una conseguenza della poca "concorrenza" che ha. finchè la comicità italiana si divide fra parodia politica auto-referenziale e tormentoni alla zelig... senza parlare di Checco Zalone. Per carità ho riso nel film, ma che quella sia la nuova generazione di comici ... poveri i Tognazzi, i Gassman, i Vianello, i Walter Chiari...

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    2. ...si, hai ragione, ma quello che contesto è il non coraggio di fare fino in fondo quello che forse in questo momento gli riesce meglio e cioè il "divulgatore". se la vena comica si è un po appannata (e non parliamo come attore, è monoespressivo) niente di male a fare dell'altro. ma arringare gli spettatori col le solite battutine su B direi che siamo al limite della paraculaggine. in uno spettacolo su dante non puoi entrare zompettando tipo pinocchio anche se il pubblico è nazional-popolare (buu, che snob makno).
      sono tra quelli che hanno amato molto (parolona) benigni, ma anche paul mccartney e vederlo cantare alla cerimonia della olimpiade sovrastato dai giusti fischi per le stecche forse rende un pò l'idea di quello che intendo dire.

      Makno

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  6. Cara Nelli brava! Hai fatto una cronaca attenta, puntuale e non partigiana.
    I tuoi professori di giornalismo ne sarebbero stati contenti..
    Concordo su molte delle cose che dici...
    L ho visto la prima volta e la sua interpretazione mi ha emozionato, era coinvolto attento rispettoso e capace di portare lo spettatore a riflettere emotivamente...
    Non ho amato invece la parte "politica" troppo debole e ovvia...
    "Lettore Burlone"

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  7. Ciao, ti posso chiedere fino a che ora dura, mediamente, lo spettacolo? Perché lo andrò a vedere domani sera, ma ho paura di non trovare più autobus per tornare a casa.
    Grazie

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  8. sono daccordo con "anonimo". non ho partecipato allo spettacolo, ma questo dualismo comico-oratore non è molto credibile. le battute su berlusconi sanno di stantio e ormai hanno annoiato molti. da apprezzare comunque il coraggio di proporre uno spettacolo difficile da far digerire,almeno in parte,ad un pubblico non specializzato.

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  9. Quoto in pieno makno.

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Qualsiasi commento è benvenuto :-)

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