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giovedì 2 agosto 2012

Visita notturna agli Uffizi: che meraviglia! che vergogna!

Martedì sera, aprofittando dell'apertura serale degli Uffizi, informazione sconosciuta ai più (e infatti non c'era nessuno!) ho fatto una visita guidata del nostro celebre museo, dal quale mancavo da qualche tempo. Fra l'altro, vista l'aria condizionata a palla, si è rivelata una scelta vincente anche per sfuggire al caldo. Vi racconto la mia visita.
Entriamo: passato il metal detector e buttate via le bottigliette d'acqua (??!!) arriviamo di fronte alla Biglietteria. Cartelli intimidatori in italiano e inglese dichiarano che l'ingresso è 11 euro, si può pagare solo in contanti (NO CREDIT CARD!) e si raccomanda di preparare il denaro giusto, perchè hanno problemi di resto. L'ingresso non è dei migliori, ma non importa, quel che c'è dentro vale la pena di sorvolare sul fatto che uno dei 3 musei più famosi al mondo abbia un così modesto accesso.
Magari un giorno potrebbero finirla con questa pantomima dell'ingresso a 6.50 euro, che non c'è mai per via delle mostre.
Saliamo le 4 rampe di scale e iniziamo la visita, sempre scortati a vista da custodi che ci ricordano con una gentilezza modello Auschwitz, che non si possono fare foto. Per carità dal loro punto di vista hanno pure ragione, poi mi spiegheranno perchè a Madrid o a New York invece si può.
Ammiro le sale del Trecento, Giotto, Cimabue, i profili di Piero della Francesca, l'annunciazione di Leonardo (senza nessun giapponese davanti!), la sala di Botticelli, dove sarei potuta restare una giornata intera e finalmente - dopo il restauro - la tribuna del Buontalenti. Che bella con quelle pareti rosse e le oltre 6000 conchiglie a decorarne il soffitto.
E poi ancora lungo le varie sale, mentre in sottofondo sento la potente voce di Filomena arrivare fino a lassù. E arriviamo all'affaccio dell'Arno, unico punto in cui è concesso fare foto (verso l'esterno).
Ovviamente tutti hanno cercato di sfruttare il riflesso sul vetro per carpire un po' di quella meraviglia.
Vedere il Ponte Vecchio e il Corridoio Vasariano da quella prospettiva è sempre un gran bel vedere.
Proseguiamo nella seconda ala del Museo quando una voce ci avverte che gli Uffizi chiudono alle 21.30. Sgomento. Qualcuno aveva letto su Internet che il martedì chiudevano alle 22!
Decidiamo di affrettare il passo e dedicarci solo ad alcune opere: il Tondo Doni è una tappa obbligata. E poi via "di corsa" verso l'uscita.
Una sosta veloce per due foto e restare a bocca aperta, al panorama che si apre davanti al bar (ovviamente chiuso, come i bagni che chiudono alle 18.15).
E poi giù, a ruota libera per le scale, e lungo il dedalo di sale, stanze e stanzine dalle pareti colorati (le nuove sale degli Uffizi aperte a giugno del 2012).
Col passo accellerato, tutti quanti - siamo in 25! - e con i custodi che ti rammentano l'orologio, scivoliamo a fianco delle miriadi di statue, opere e dipinti, che tu passi e sai che ognuna di esse meriterebbe una sosta, ognuna di esse è come minimo di 3-400 anni fa e se è lì deve essere di un artista famoso, unico, eccezionale. Con gli occhi carpisco espressioni, nudi, paesaggi, vedo una testa romana, un dipinto del '500... ci soffermiamo mezzo minuto davanti a Pontormo e Rosso Fiorentino per sentire due parole sui Manieristi dalla nostra guida, dispiaciuta ma allo stesso tempo concitata (ci voleva dire più cose possibile, nel minor tempo!). E poi via di nuovo, cammina, corri, ignora le opere d'arte che ti fissano dall'eternità, per arrivare alla meta: uno dei miei quadri preferiti, anch'esso da lungo tempo in restauro: la Battaglia di San Romano di Paolo Uccello. E' nell'ultima sala! Avrei volentieri saltato tutte quelle sale e la mostra sul "Gotico Internazionale" se ci fosse stato il modo, per far prima. Ma era un percorso obbligato. In ogni caso mentre, quasi sudati, ascoltiamo le meraviglie narrate dalla nostra guida su questa gigantesca opera divisa in 3 parti (le altre due sono a Parigi e a Londra), ecco che arriva il plotone d'esecuzione. "Signori si chiude!" "Insomma un po' di rispetto! e son le nove e mezza di sera!" "Il museo è chiuso" "Allora??? vi preghiamo di uscire! il museo è chiuso!" "e' tardi!"
Una manciata di custodi ci sospinge bruscamente verso l'uscita (notare che era l'ultima sala). Al che alcuni di noi, timidamente, fanno notare che su Internet c'era scritto che il Museo chiudeva alle 22. "Non è vero!" è la loro risposta, "Sul biglietto ce l'avete scritto l'orario di chiusura, basta leggere" (sì, le 18.30!!!) e comunque il biglietto me lo dai quando sono qui... e poi arriva la perla "I siti internet non servono a niente".
E allora lì esplode la rabbia. Pensi che una persona dovrebbe essere orgogliosa di lavorare in quel posto; pensi che potrebbe evitare di aprofittare della poca affluenza, per chiaccherare (anche a toni alti) con i colleghi, lamentandosi di questo e di quello; pensi che in altri Paesi ci sono musei aperti fino a tardi, con caffetteria e bookshop aperti almeno fino all'orario della visita (per la cronaca il negozio era chiuso: della serie scordatevi di comprare il catalogo a fine mostra); pensi che se anche una persona odiasse la cultura, e tutti quelle vecchie cianfrusaglie secolari, dovrebbe almeno esser contenta di avere un lavoro - di questi tempi - e che è pure "sicuro", e alla fin fine non è che sei in miniera a sudar sangue.. Pensi ai custodi di Boboli e ti domandi se ci sia una speciale scuola di formazione, per uniformare gli standard di servizio. Pensi che mai - dico mai - si dovrebbe essere scortesi, arroganti, maleducati con i turisti, che sono coloro che ti portano i soldi e ti fanno sopravvivere. Pensi che se non ci fossero tutti quei siti dove si possono prenotare i biglietti online, molta gente non sarebbe mai arrivata a Firenze e quindi forse se gli Uffizi non fossero mai visitati da nessuno, qualcuno di quei custodi finirebbe in cassa integrazione. Pensi che anche i tuoi 11 euro (per 25 persone) sono serviti a pagare il suo stipendio.
Alla fine siamo usciti a testa bassa, ammutoliti e un po' frustrati, con la sensazione di impotenza. E poi ci domandiamo perchè ogni anno Firenze si perde un po' di turisti..

Comunque per chi non lo sapesse: fino al 18 settembre 2012 gli Uffizi sono aperti fino alle 21.30. Anche se sul sito ufficiale non c'è scritto. Stessa cosa per la Galleria dell'Accademia: il martedi sera orario prolungato (ho letto ore 22, ma a questo punto meglio non fidarsi, fate conto per le 21.30!).

63 commenti:

  1. semplicemente vergognoso. tutto il battage pubblicitario sull'Aperitivo ad a Arte, i concerti, le iniziative... bellissime, ma poi mi cascano così... ma non è possibile che non sia scritto da nessuna parte questa cosa dell'orario serale! Io lavoro per una rivista e nessuno, dico nessuno dell'ufficio stampa ci ha comunicato questa cosa? vergognosi... e oltretutto non si dovrebbe assolutamente permettere ai custodi (ma non solo agli Uffizi, ma in tutti i musei del Polo Fiorentino) di trattare così i visitatori (PAGANTI, peraltro!)

    Benedetta

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    1. VERGOGNOSO E' ASPETTARSI CHE QUANDO SI ENTRA IN UN MUSEO NON ESISTANO REGOLE DA SEGUIRE E CI SI POSSA NASCONDERE DIETRO LA FRASE " E IO PAGO " PER DARE DI LADRI E CAFONI AGLI ALTRI , QUANDO SI PARTE DA SIMILI CONCETTI SI DIMOSTRA LA PROPRIA POCHEZZA.
      QUANDO SI ENTRA IN UN MUSEO CI SI DEVE ACCERTARE L'ORARIO DI CHIUSURA DELLE SALE CHE VISTA LA DIMENSIONE DEI PIU' GRANDI MUSEI COME DEGLI UFFIZI NON COINCIDE CON LA CHIUSURA DELLE PORTE ESTERNE SE HAI GIRATO PER IL MONDO . LA MESSA IN SICUREZZA DELLE OPERE HA I SUOI TEMPI PER ESEMPIO IL BRITISH MUSEUM LA SERA 1 ORA PRIMA DELLE CHIUSURA DELLE PORTE ESTERNE TI CHIEDONO DI USCIRE DALLE SALE... .MA SE LO FANNO LORO VA BENE MA QUI NO?

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    2. Le regole devono essere chiare e scritte alla stessa maniera per tutti, se c'è scritto chiusura alle 22.00 sul sito UFFICIALE non può essere riferita alla chiusura del portone fatta dai custodi prima di lasciare l'edificio!!! E il biglietto recita chiusura alle 18.30!!!
      Il british museum scrive fino a che ora si può visitare, ti permette di fare foto e indovina??? normalmente NON SI PAGA NULLA. Anonimo, io mi chiamo Daniele, ti consiglio di girarlo il mondo, in fretta e aprire gli occhi...

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    3. Le regole scritte vanno benissimo, ma devono essere chiare e trasparenti, non può il SITO UFFICIALE parlare dell'orario di CHIUSURA dei portoni, ma deve indicare fino a che ora è permessa la visita delle sale. E i servizi: shop e bagni? Devono funzionare durante l'orario di visita altrimenti a che servono???
      La pochezza la si dimostra con esempi a sproposito: il British Museum indica orario dell'ultimo ingresso, orario di uscita e chiusura CHIARAMENTE, si possono fare foto, e udite! udite! NON SI PAGA come quasi tutti gli altri musei di Londra. Anonimo, io sono Daniele, ti consiglio di girare, Berlino, Parigi, San Pietroburgo, New York e poi mi dirai se la preparazione del personale museale di queste città è minimamente paragonabile al NOSTRO a Roma o Firenze. Bah...

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  2. è capitato anche a me... che tristezza!

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  3. Incredibile ma vero, troppo vero. Per questo che insegnando marketing museale parlo anche di formazione dello staff. Internet non serve a niente. Ed ecco xk siamo dove siamo. Le tue riflessioni sono giusti e spero non sia troppo tardi far qualcosa... ma come? con la mentalità cosi...

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  4. Ciao, sono una guida turistica dell'Umbria, molto critica con il modo di organizzare il turismo qui da noi...e sempre convinta che in Toscana siano più avanti, ma leggendo il tuo post mi rendo conto che alla fine so' tutti uguali!!! La stessa cosa succede qui da noi ad Assisi, nelle basiliche: le maggiori attrazioni dell'Umbria gestite in modo indescrivibile. Ecco perchè in Italia potremmo tutti vivere di turismo e invece ci si muore di fame! Che tristezza...Cmq brava, bel post!

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  5. Pensi anche che il personale è spesso ESTERNO e che le strutture sono al collasso. Belle le aperure serali, ma non si può pensare di continuare per sempre a fare le nozze con i fichi secchi, così come non si può pensare di continuare ad avere gli stessi servizi con dieci persone e un quarto dei soldi disponibili. Pensateci un attimino prima di fare i turisti scandalizzati con i soliti 'all'estero è diverso'.

    Uno che la situazione la conosce.

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    1. La stessa cosa che ho pensato anche io
      Per non parlare del fatto che i flash rovinano le opere d'arte e quindi chissenefrega di Madrid e New York

      Per il resto è un bel post :)

      Chiara

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    2. Le foto senza flash, no è? Concordo che il problema dei soldi è fondamentale, ma l'educazione e la cortesia non possono prescidere.

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  6. Mi viene un groppo alla gola a leggere queste cose... VERGOGNA! E dire che potremmo vivere benissimo solo di Arte e turismo...
    Grazie per il post!

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  7. Grazie a tutti per i commenti, mi fa veramente piacere che sui temi forti, arrivi puntuale la vostra risposta.

    Per l'ultimo commento: lo capisco, lo vedo, me lo immagino. Ma non è che trattando male la gente si risolve il problema. O meglio: magari si allontana la gente... e in questo modo si risolve il problema del rapporto turisti/custodi.
    E' capitato anche ad altri di lavorare sotto organico, ma perchè trattare male i clienti?
    Va bene esigere che la gente esca. Non va bene trattare male le persone.

    Cmq martedi sera agli Uffizi eravamo 2 gatti. La proporzione era: 3 custodi a testa!!! ;-)

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    1. Io vorrei invece spaccare una lancia anche a favore dei custodi, senza giustificare la maleducazione, ma prima di giudicare si dovrebbero conoscere anche i retroscena di chi lavora all'interno del museo, io frequento gli Uffizi tutti i giorni anche se nn sono un custode ci lavoro,inviterei chi scrive a venire per una settimana, ma anche meno basterebbe, tutti i giorni in Galleria, nn la sera dopo cena, ma dalla mattina fino alla regolare chiusura, e forse si potrebbe arrivare anche a capire la maleducazione di un custode anche se nn la giustifico!!!

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    2. sono d'accordo sul fatto che nei musei all'estero il personale è qualificato e pagato, mentre da noi è sottopagato e sfruttato... ma la maleducazione o la svogliatezza non risolvono le cose. Anche il meccanismo con cui certe cooperative arrivano ad avere questi appalti, come sono gestite e chi vi lavora, fa capire che il problema è a monte non certo del singolo custode e nemmeno - spero tu sia d'accordo - del turista ignaro!

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  8. Sono rimasto assolutamente basito dal tuo racconto. Probabilmente ci saranno delle situazioni delicate dietro che non sappiamo, che riguardano forse gli orari di lavoro allungati (mi vengono in mente le croniche lamentele dei negozianti che non hanno voglia di aprire la sera in alcune città), ma sicuramente l'arroganza e la maleducazione dimostrata non sono tollerabili.
    Ho sempre pensato che molte persone che abitano a Firenze non si rendano davvero conto di dove abitano, in una delle città più importanti al mondo.

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  9. è vero quello che dici e cioè che quelle persone di questi tempi dovrebbero mettere un cero per la fortuna sia di avere un posto fisso sicuro sia per la doppia fortuna di lavorare in un posto del genere. è anche vero che alla fine della giornata di lavoro siamo tutti un pò frustati e nervosetti, qualsiasi esso sia, e non vediamo l'ora di tornare a casa o cumunque di sfruttare il tempo libero a disposizione (sono li per lo stipendio non per passione). ovviamente l'educazione è una cosa innata e uno o ce l'ha o non ce l'ha, qualsiasi lavoro faccia. personalmente non mi faccio tiranneggiare da custodi o qauantaltro e quando è capitato a me una cosa del genere sono andato a parlare col responsabile raccontandoogli l'accaduto. non sarà servito a niente ma mi sono sentito meglio io (mi sono fischiate le orecchie tutta la sera per gli aciddenti che mi ha mandato "quello"). protestiamo per i piccoli/grandi torti subiti, a costo di risultare antipatici e piano piano le cose miglioreranno.


    makno

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    1. la mia unica arma è ... la tastiera (un tempo avrei detto la penna!). percio' non ho pensato di andare a lamentarmi con i superiori (a parte che non ci ho pensato, ma temevo una seconda partaccia), ho pensato semplicemente di scrivere un post sperando che qualcuno lo leggesse. a quanto pare molti più di quanti pensavo e ringrazio di CUORE tutti coloro che stanno lasciando commenti.
      anche te Makno! (ti ho appena risposto a quello di Benigni...)

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    2. cara signora, invece di gettare discredito su un'intera categoria avrebbe fatto bene a protestare con chi di dovere. Sarebbe stata una manifestazione senz'altro più edificante dell'utilizzo della demagogia.
      cordiali saluti

      Livia

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    3. Gentile Livia, la ringrazio per il commento e per essersi firmata. Lo apprezzo molto.

      Se sapessi chi sono le persone alle quali rivolgermi lo farei senzaltro, ma ho la sensazione che le mie critiche non arriverebbero lontano.
      La mia intenzione non è screditare la categoria dei custodi (ci mancherebbe) nè fare demagogia, ma usare le "armi" che conosco: ovvero il web.
      Sono uscita dal museo frustrata e arrabbiata. E ho ritenuto corretto condividere uno stato d'animo che chissà quanti altri hanno provato.

      Oltre a questo volevo pubblicare qualcosa che fosse utile a tutti: ben sapendo che le cose non cambieranno, almeno le persone sapranno che se vanno di martedi, è bene organizzarsi per tempo.

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  10. Ho conosciuto una persona che ha lavorato come custode nei musei di Firenze. Contrariamente a quanto si possa pensare, il lavoro (nel suo caso), non era nè sicuro, nè fisso. La gestione dei servizi ai musei affidata a cooperative esterne con personale spesso sottopagato (o quasi), e con orari prolungati.

    Per tutto quello che hai scritto concordo con te, ma trovo doveroso fare almeno questa precisazione.

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    1. Hai fatto bene. Non lo sapevo..
      Grazie.

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  11. di chiusura alle 22 non parla solo 'Internet' ma anche i manifesti appesi alle pensiline Ataf (questa è in zona Pignone, ma sono un po' da tutte le parti).

    Per il resto non credo ci sia da aggiungere altro ...

    ciao
    s.

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  12. Ciao Nelli. Alcuni dei principali musei statali sono aperti gratuitamente l'ultimo martedi del mese, fino alle 23.00 (in teoria da palazzo pitti ci mandarono via alle 22.00 nonostante le informazioni sul sito del ministero). Informazione pochissimo conosciuta e che dovrebbe essere valida fino al dicembre 2012 ma sembra impossibile trovarne traccia nei siti del ministero dei beni culturali o dei musei fiorentini. L'iniziativa si chiama Martedì in arte e pur essendo creata per avvicinare i cittadini ai musei sarebbe interessante capire come mai informazioni in merito non si trovino quasi da nessuna parte.
    ciao
    silvi

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    1. Tutta questa polemica sull'orario di chiusura è sostanzialmente inconsistente, e ora vi spiego perché:
      -l'orario pubblicizzato è le 22.00
      -le procedure di chiusura iniziano tuttavia alle 9.35, poiché il museo ha, allo stato attuale, circa un'ottantina di sale; quindi gli utenti sono messi nella condizione di poter arrivare alla fine del percorso in circa venti minuti.
      In conclusione, il museo NON chiude prima dell'orario reso noto attraverso i vari canali di divulgazione.
      Forse i manifesti che pubblicizzano l'evento dovebbero avvertire l'utente che "il museo chiude alle 22.00 e che venti minuti prima il 'cliente' dovrà iniziare ad incamminarsi verso l'uscita". Un po' farraginoso, ma corretto.

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    2. Come pubblicizzato nel mega cartellone nel sottopasso della stazione (poco dopo Stavini) l'orario di chiusura è alle 22.
      mi va bene che invitino le persone ad avviarsi all'uscita un po' prima ma ricordo benissimo la voce che diceva "si ricorda che il museo chiude alle 21.30"... oltre a questo quando è successo il fattaccio, eravamo nell'ultima sala: quella di Paolo Uccello.. e i custodi ci dicevano "si chiude alle 21.30!"
      Mi sta bene che se sono a metà percorso mi invitino a dirigermi verso l'uscita, ma non mi sta bene se mi buttano fuori dentro l'orario consentito, dall'ultima sala.

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  13. Io sono una guida turistica di Firenze e agli Uffizi vado quasi tutti i giorni. Hai perfettamente ragione, é una schifezza. Noi combattiamo ogni giorno. Contro le prenotazioni selvagge, le code nonostante i famosi 4€ di prenotazione, gli ascensori che non si possono usare almeno che non si sia in punto di morte, l'acqua proibita manco fosse esplosivo, l'uscita obbligatoria in fondo a una serie infinita di sale, i custodi che molto spesso non sanno nulla di nulla, né sugli eventi né sulle opere, manco lavorassero in un supermercato (con tutto il rispetto) invece che in uno dei miei più importanti al mondo. Una tristezza quotidiana.
    Ciao,
    Francesca

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    1. Grazie per il tuo feedback Francesca e... buon lavoro!

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    2. E' veramente grave che una "guida, che va agli Uffizi quasi tutti i giorni", dica queste cose, evidentemente ignorando (o facendo finta di ignorare) una serie di cose. Facciamo un pò di chiarezza: 1)le prenotazioni selvagge, le code e i costi di prenotazione sono imputabili non al ministero ma al concessionario esterno Firenze Musei; 2)Gli ascensori, purtoppo, sono pochi (Vasari non li aveva previsti) e lenti e si cerca di riservarli a chi davvero ne ha bisogno, cioè anziani, disabili, donne incinte, ecc, e in tutti i casi non viene impedito a nessuno di usarli; 3) L'acqua è proibita per le stesse norme antiterrorismo per cui è proibita negli aeroporti; 4) Almeno la metà dei custodi sono laureati, specializzati, dottorati e TUTTI sanno rispondere relativamente alle collezioni del museo. Forse non sanno tutti gli eventi del Polo Museale Fiorentino ma, del resto, non sono un ufficio informazioni.

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    3. norme anti-terrorismo per un museo come gli uffizi... eccessivo!!!! un po' come erano i cancellini a palazzo vecchio, che - meno male - Renzi ha rimosso.

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    4. ma la strage dei georgofili non ti fa pensare che sia un elemento sensibile !!!!???????????

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    5. e infatti s'è visto come sia inutile proibire l'acqua quando si imbottisce di tritolo un furgoncino Ape

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  14. L'Accademia è aperta il giovedì sera dalle 19 alle 22 GRATUITAMENTE

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  15. Arrivo tardi......però brava Nelli !

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  16. Elena è giusto indignarsi. Hai scritto un bel post. Anch'io mi sono vergognato quando ho portato degli amici americani. Le opere d'arte poi fanno dimenticare l'inadeguatezza e l'approssimazione dell'organizzazione. Non si gesticse così un museo come gli Uffizi. E' un cantiere da quando ero bambino!

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  17. D'istinto mi vengono due desideri, stampare il tuo report che condivido in toto e attaccarlo dovunque gli addetti a questi servizi, che in perfetto stile toscano hanno una tremenda voglia di autodistruzione ottusa, possano leggerlo, visto che su internet non ci vanno a quanto pare. La seconda, l'hai postato a Renzi? E' fatto bene,, dettagliato e polemicamente costruttivo, non puo'ignorarlo

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  18. ma non avete mai a che fare con un ufficio pubblico voi? io ormai non mi stupisco più di niente,non mi indigno più, le ho viste tutte.

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  19. ero indecisa se girare a qualcuno questo post, ma il web ha agito + veloce di me. vedo che in molti lo hanno twittato...
    amo la Rete quando si muove cosi.
    grazie a tutti per i commenti.

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  20. Fate in modo che il Direttore degli Uffizi legga questo post e tutti i commenti...troppo triste, troppo vero...come qualcuno ha commentato sopra

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  21. Faccio uno sproloquio che non centra nulla,"Forse"...
    Sono stato una settimana con la rai per registrare un programma all'interno del museo,eravamo coccolati e tutto ci era permesso,per la trasmissione hanno spostato persino reperti artistici e riprese e foto erano consentitissime,i custodi erano nostri fratelli e l'organizzazione era un bel vestito che ci calzava a pennello.Io non so perché noi Italiani siamo buoni davanti al re e cattivi davanti all'umile,forse perché non abbiamo imparato ad amare gli umili e a disprezzare i cattivi.

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  22. La scortesia è sempre una vergogna, in qualsiasi luogo pubblico e privato.Torno agli Uffizzi ogni anno e nn nascondo che ho sempre un po' paura di prendermi le maleparole delle persone all'ingresso.Quest'anno devo dire però che c'era un ragazzo gentilissimo ed efficientissimo.Per quanto riguarda la pubblicità.... agli Uffizzi entrano 7.000 persone al giorno, no, dico, 7000 al giorno.....credo che sia ben studiata la tecnica di non pubblicizzare l'apertura serale e che non ci sia un gran rischio di diminuzione degli ingressi.Questo nn giustifica la scortesia, noi fiorentini mangiamo solo grazie ai turisti, io li accompagno anche al prontosoccorso quando hanno bisogno e fuori da orario di lavoro....eppure ci sono gelaterie che danno volutamente gelati enormi nn richiesti per farsi pagare di più(mi è successo di vederlo 3 volte, in via Calzaiuoli), però ci sono anche giapponesi e americani che restano enormemente colpiti dalla nostra gentilezza, dal saluto nel negozio (da loro non esiste). E chiediamoci anche se quelle persone che lavorano dentro gli Uffizzi hanno un contratto regolare....Gli Uffizzi è statale, ci sono precari con 35 anni di servizio lì dentro....forse questo anche non viene troppo pubblicizzato ma è così.....E' giusto criticare, ma anche pensarci bene,prima di farlo.Buona Firenze a tutti!!!

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    1. Ma che significa pensarci bene?? E cosa c'entra il fatto di essere precari o no? Quando lavori al pubblico la CORTESIA e il RISPETTO per il cliente (PAGANTE!) è alla base di tutto!
      Quello che ha descritto Nelli è una delle tante cose che mi fanno vergognare di essere italiano! Basta andare all'estero, due chilometri dopo il confine di Chiasso, per capire cosa vuol dire valorizzare il proprio patrimonio artistico e culturale!
      Siamo la nazione con più risorse artistiche al mondo e ogni anno perdiamo visitatori a favore di Francia e Spagna... questo post spiega bene il motivo: prezzi altissimi, disinformazione e maleducazione del personale! E poi ci lamentiamo se i turisti non ritornano???
      Io posso essere anche precario da 35 anni, ma questo non giustifica il fatto che non debba svolgere con DILIGENZA e PROFESSIONALITA' il mio lavoro: posso essere incazzato con me stesso, sfavato per i due euro di paga, stanco per la lunga giornata, MA NON POSSO PRENDERMELA CONTRO CHI MI FA GUADAGNARE LO STIPENDIO, poco o tanto che sia!! E comunque, ricordiamoci che l'EDUCAZIONE e le BUONE MANIERE esulano ANCHE dall'aspetto professionale!
      Brava Nelli, hai fatto benissimo a scrivere questo post. Diffondilo e diffondiamolo il più possibile, non si mai che a volte serva a qualcosa...

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  23. Mi dispiace perche' seguo il tuo blog, ma devo proprio dire che su molte cose non mi trovi d' accordo.
    Martedi scorso ho visitato insieme ad una mia amica l' apertura serale degli Uffizi.
    Posso solo concordare sulla poca pubblicita' delle aperture straordinarie del complesso museale fiorentino, ma per il resto mi trovi discorde al 100%, l' orario di chiusura come in tutti i musei del mondo e' di un ora prima ...cioe' l' ultimo ingresso e' necessariamente un ora prima della chiusura ed oltretutto visto che la galleria degli Uffizi non e' un museo con tre sale, ci vuole molto tempo per visitarlo, se veramnete interessati!!!...e questo penso che lo sappiano tutti!

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    1. Noi siamo entrati alle 19.30 :-)
      solo che avevamo letto che chiudeva alle 22 e non alle 21.30. ci puo' anche stare che l'errore sia nostro, ma non mi è piaciuto il modo in cui siamo stati buttati fuori... tutto qui.

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    2. Certo, hai ragione, è anche vero che, generalizzando, ne risulta che tutti i custodi degli Uffizi sono maleducati e "mangia pane a tradimento" e da, buoni italiani, non aspettiamo altro che dare addosso a qualcuno senza chiederci mai cos'è che genera veramente una situazione. L'inizio del tuo post evidenzia una serie di carenze gestionali che appartengono a una concezione del patrimonio artistico, soparttutto se così grande, come rendita semplicemente da esibire, cioè come qualcosa che garantisce ricchezza di per sè, senza che ci se ne occupi più di tanto. Mi sembra molto più grave che i servizi non siano disponibili a museo aperto, mi sembra molto più grave che se -giustamente- mi viene chiesto di entrare senza bottigliette d'acqua, l'acqua al bar mi costi uno sproposito. E' forse una gestione di questo tipo, improntata al "tanto la gente entra lo stesso" che può generare una sciatteria così diffusa? Che può consentire ai custodi un comportamento così inadeguato? Che può far sì che le didascalie delle opere siano piene di refusi e spesso scarne di informazioni?
      Mi sembra proprio che l'errore stia principalmente nel considerare questa eredità una miniera d'oro per Firenze e non un vero e proprio patrimonio dell'umanità. Se pensassimo davvero a questo, le valutazioni accese dal tuo validissimo post sarebbero di altro tipo e con la chiamata in causa di altre/alte responsabilità.

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  24. Io penso che undici euro per un museo, con capolavori UNICI AL MONDO, non sia proprio una grande spesa! Visto e considerato che per esempio un museo di Cere come Madame Tussauds a Londra costa 30£...!!!
    Consideriamo anche che solo in Italia i musei aprono alle 08:15 e che in tutta Europa e nel resto del mondo le aperture hanno inizio alle 10:00 se non dopo... Quindi se una persona e' veramente interessata a questa moltitudine di capolavori ha tutto il tempo necessario per coderseli!
    Buona gg!

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    1. Non critico il prezzo: farei pagare anche di piu (e di fatto molti pagano di piu dal momento che prenotano su siti terzi che lo vendono al triplo...) io contesto il finto prezzo di 6.50 euro, che poi diventa 11 euro con la mostra :)

      figurati che io sostengo che son pochi persino 15 euro per la torre di pisa!!

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  25. Ciao a tutti, io e il mio ragazzo martedi eravamo a Firenze x due gg, noi veniamo da Genova e abbiamo deciso di andare a visitare gli Uffizi di sera. siamo arrivati li alle 19:30, e ci siamo goduti molte opere nel silenzio, dopo aver ammirato x un po' di tempo La Carita' di Cecchino Salviati, ci hanno invitato ad avviarsi verso l' uscita, ed erano le 19:30 (giustamente se la chiusura del complesso era alle 22:00). Arrivati alle scale dell' uscita ci siamo fermati un po' al bookshop con l' intento di comprare qualcosa...verso le 21:55 ci hanno detto gentilmente che il bookshop stava per chiudere, per cui noi abbiamo deciso di comprare una guida per ricordo... Ma mi dispiace dirlo ma alle 22:00 era ancora aperto.
    l' unica cosa che mi dispiace davvero e' che se ami tanto la tua citta' dovresti essere piu' costruttivo e mediare per far apprezzare agli altri le bellezze che hai la fortuna di avere

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  26. Sono fiorentina ma da tantissimi anni non vado agli Uffizi, non avevo idea che la situazione fosse questa, anche se girando per il centro mi sono sempre chiesta come non fosse possibile risolvere il problema delle code sterminate. In molte attrazioni/musei di richiamo all'estero funziona bene il sistema degli ingressi scaglionati per orario, non credo che là siano tutti geni...
    L'educazione purtroppo non si impara e pur comprendendo le problematiche del precariato non credo che sia ammissibile sfogare la propria frustrazione e preoccupazione per le proprie condizioni lavorative sui turisti. Più utile sarebbe forse dare delle spiegazioni educate, dire ad esempio -Non conosco le informazioni riportate sul sito internet, ma purtroppo non c'è abbastanza personale per tenere il museo aperto più a lungo - Un turista/visitatore intelligente capirebbe subito cosa sottintende questa frase, no?
    Claudia

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    1. Almeno non si scade nel qualunquismo.
      Siamo nell'epoca del supermercato: compri il biglietto=hai diritto a fare quello che vuoi come e quando vuoi. Se si chiude si chiude solo quando lo decido io. Ci son delle regole? Si ma vengono sempre dopo i nostri propri diritti. Peccato.

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  27. Penso che ormai sia già stato detto tutto tranne due cose:
    1- Si scrive Uffizi e non UffizZi
    2- Se l'articolo UN è seguito da un sostantivo femminile si deve mettere l'apostrofo.

    Prima di commentare, imparate almeno la nostra lingua....

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  28. Nelli cara, questo post ha scatenato un giusto putiferio, consola vedere che comunque ancora ci si riesce a indignare. Una lancia la vorrei spezzare a favore dei lavoratori in generale, che con questa crisi vengono trattati da schiavi proprio perchè "tanto altro lavoro non c'è quindi stai qui e subisci" - ma da qui a trattar male la gente come si sa non va bene.
    E poi altre cose legate alla gestione del museo proprio, come chiudere i bagni alle 18.15 anche se il museo è aperto anche dopo, da terzo mondo ma nemmeno, il prezzo falsato a 6,50 che poi non lo è mai, l'overbooking fisso e perenne che ci schiacci 30 minuti anche pagando il balzello di 4 euro, e sopratutto la disinformazione.

    Per la cronaca, se avevi dubbi sulla tua idea che chiudeva alle 22, passa dal sottopasso di viale Belfiore credo, quello tra lo Stavini e la Fortezza - c'è un cartello a caratteri cubitali che dice che Uffizi e Accademia sono aperti fino alle 22.ora gli faccio una foto e te la mando così gni si fa una letterina alla soprintendenza.

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  29. Leggo solo oggi ma....chapeaux (si scrive così???)! Non potevi fare servizio migliore a Firenze ed ai musei statali: come dire....nozze e fichi secchi non vanno d'accordo - è bene che venga gettata un bel pò di luce sulla cosa e internet (che non serve a niente) ha appena dimostrato di essere un ottimo faro quando serve.

    Brava!

    SHL

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  30. Allora... Ammesso che ci sono molte cose che non vanno e che con alcune concordo appieno, è bene fare una serie di distinguo. La maleducazione non è scusabile in alcun modo. E fin qui ci siamo. Ma prima di sparare a zero su certe cose sarebbe utile avere almeno la decenza di farsi qualche domanda. L'acqua. Siete mai stati ad un concerto? Ve la danno stappata. C'è un motivo. E' pericolosa. E anche se fosse aperta, in un museo diventa comunque pericolosa. Facciamo finire dell'acqua per sbaglio su una tela, poi vediamo che succede.Perciò fuori uno. In secondo luogo, la preparazione dei custodi. La maggioranza di loro sono laureati in storia dell'arte e talvolta sono più preparati delle stesse guide. Inoltre io a Londra vado sempre negli stessi musei per puro diletto. Quando ci vado metto in conto il tempo che ci impiegherò per la visita e non ho mai avuto problemi. Vuoi goderti il museo? Vacci ad un orario congruo. Se proprio vuoi prendertela con qualcuno per la visita frettolosa, prenditela con chi ti ha fatto entrare sapendo che il tempo non sarebbe stato sufficiente, visto che lavora lì probabilmente tutti i giorni.

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  31. AH AH AH
    ma secondo voi la gente che va a un concerto a pogare e si tira l'acqua è la stessa che va in un museo????

    idem la storia degli aeroporti... ma vogliamo paragonare un museo a un aereo???? mai sentito di un attacco terroristico dentro agli uffizi...

    siete fusi!!

    ps ma allora le sigarette con accendino non possono passare?

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  32. Anch'io sono una guida e lavoro spesso agli Uffizi. Ho assistito spesso a scene " pietose" in cui alcuni turisti chiedevano ai guardiani delle sale informazioni in inglese e questi arrancavano penosamente, così come ho visto capannelli di guardiani a chiacchierare mentre nelle sale si scattano fotografie anche con il flash. E' vero, alcuni sono laureati, ma tantissimi non sanno comunicare in inglese e sono spesso sgarbati nei modi, requisiti che mi paiono più importanti della laurea in un museo come gli Uffizi

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    1. Anche a noi non fa piacere doverlo dire, si fidi. Purtroppo, nonostante ci siano vari cartelli atti ad indicare il divieto di far foto i visitatori non li vedono o fanno finta di non vederli. Come é stato già argomentato non é follia o una nostra paranoia, ma una disposizione di legge.

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  33. Solo una precisazione: a Madrid, visto che sono appena tornato, le foto non te le fanno fare ma ti abbaiano contro...però il Prado e il Reina Sofia sono gratis (e dico GRATIS) le ultime 2 ore di apertura di tutti i giorni...veramente fantastico poter tornare 2 volte in più a vedere i capolavori che custodiscono.

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  34. la cosa che mi fa uscire dai "gangheri" quando si entra nei musei fiorentini (anche se mi è capitato anche all'estero) è il rituale ritornello che riecheggia nelle sale e nei corridoi...."NO PHOTO"...."NO PHOTO"....sarà forse che io adoro fotografare, ma personalmente lo trovo un ritornello stancante che mi provoca un'agitazione addosso indicibile e che mi rende nervoso "a palla", da qui a ritrovarsi a discutere con qualche custode il passo è breve; pensate lo stesso custode "incarognito" da certe situazioni lavorative "non limpide" (come la maggior parte degli italiani in questo periodo) costretto in un ruolo che magari non vorrebbe, ma l'italiano medio, in versione Alberto Sordi ne "il vigile", prevale ed allora ecco che come per magia scatta...."NO PHOTO".

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  35. Pier Francesco13 agosto 2012 21:16

    Contro la disinformazione il personale di sala combatte tutti i giorni agli Uffizi. Sembra però che succeda come nel caso del pappagallo della fiaba: un poveraccio va a lamentarsi con il re che siede con scettro e globo in mano. Egli rimane impassibile come una statua mentre al suo posto risponde il pappagallo che sta sulla spalliera del trono "fiato perso! fiato perso!". Ci sono voluti anni di richieste per scippare al concessionario la stampa sul biglietto dicitura "chiusura delle sale ore 18,35". L'equivoco in qualche modo giova a qualcuno ma se pur rilevandolo continuamente il personale interno non ne consegue nulla, sugli organi di stampa - o sui siti web - che non specificano l'orario corretto per esempio, è frustrante accorgersi che il visitatore si sente "buttato fuori" dalla sala. Chi ha detto che "i siti internet non servono a niente" ha commesso un madornale errore, per mancanza di tatto, ma ha detto una involontaria verità se lì è stato pubblicato un equivoco. Quanto al riferimento ad Auschwitz o al plotone di esecuzione, nel post originario, il mio maestro diceva: "mi faccia solo tacere". Il gusto dell'iperbole e della rettorica non manca nemmeno allo scrivente, tuttavia mi sembra completamente fuori luogo - se non anche di pessimo gusto - evocare quel genere di spettri. A proposito delle fotografie, una normativa del 2004 vieta le riprese visive di ogni genere nei musei statali. Non così per i musei regionali, civici o privati i quali hanno facoltà di concedere o meno il permesso di scattare o riprendere. Ancora, disinformazione e mancanza di uniformità delle norme creano equivoci. Certo, se ci fosse una sola regola per tutti i siti museali (vogliamo una norma internazionale, visto che ci siamo... forse hanno altre cose a cui pensare comunque) sarebbe meglio e questo il personale di sala lo sa e lo auspica, tuttavia non è in suo potere derogare alla regola statale. Regola che non è così drammatica da imporre al custode l'obiezione di coscienza quand'anche non la condividesse...
    Quanto al fatto che chi lavora nei musei vi lavora per lo stipendio e non per passione, che dovrebbe semplicemente, come si dice in Sicilia, ringraziare Dio e baciare in terra per il fatto che ha un lavoro sicuro, basti ricordare alcune cose: il lavoro, per quanto ne dissentano molti, andando contro la costituzione italiana stessa, è un diritto e non una concessione. O almeno dovrebbe esserlo. A volte è stato chiesto ai custodi se essi fossero dei volontari: una domanda che indica la completa mancanza di consapevolezza su cosa significhi affrontare tutti i giorni, per sei, nove, undici o quattordici ore - succede - folle oceaniche composte da gente che anch'essa, sì, molto spesso è maleducata. Non è un lavoro in miniera - è un'esperienza d'abisso, psicologicamente parlando, a volte - ma le condizioni lavorative sono a volte stressanti, anche quelle climatiche. Per il lavoratore ma anche per il visitatore, certo: visto che spesso la gente si disturba reciprocamente nelle sale stipate mentre servendosi di due, o quattro (di più non se ne possono avere) occhi il custode cerca di mantenere l'ordine con calma e saldezza di nervi. A volte cederà anche lui: è un essere umano. Non si può comprenderlo, o giustificarlo, certo, ma capire sì. Ogni lavoro dunque ha la sua dignità (luogo comune, sì, grazie) e la sua sofferenza. Dunque, di fronte a situazioni che tutti i giorni il personale stesso denuncia, vedendosele ritorcere contro a questo non resta che continuare, all'interno dell'istituzione, silenziosamente a battersi contro di esse, il che consente, davanti alle reprimende di qualsiasi provenienza, di alzare lievemente il sopracciglio e passare oltre, malgrado tutto il peggio che di lui si possa pensare.

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    1. So per certo che il martedì sera i custodi lavorano in straordinario volontario pagato da un privato a tariffe superiori alla media. So anche che lo stesso privato guadagna una percentuale importante su biglietti, mostre e prenotazioni. So anche che lo stesso privato ha assunto molti parenti di custodi e funzionari dei musei. Gli Uffizi sono una mucca da mungere e i visitatori numeri per fare ciccia. Ogni altro discorso è pura demagogia.

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  36. Giusto per buttare acqua sul fuoco: sul sito di firenze card (quindi un sito ufficiale) si riporta riguardo agli uffizi:
    Da martedì a domenica 8.15 - 18.50
    Dal 1 luglio al 30 settembre 2012 apertura straordinaria serale dalle 19.00 alle 22.00.
    L'ultimo ingresso è quarantacinque minuti prima della chiusura.
    Quindi ti fanno entrare buttandoti fuori dopo 15 minuti nemmeno! Silvia Firenze. PS domani ci vado e vi postero commenti

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