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martedì 22 giugno 2010

Pranzo all'Ora d'aria da Marco Stabile

Ci sono tanti motivi per mettersi a tavola: per sfamarsi, per passare una serata in compagnia, per dovere sociale (matrimoni, pranzi di lavoro) e per provare un'esperienza. A seconda della motivazione cambierà la nostra predisposizione e la nostra sensibilità alla qualità del cibo, al prezzo e all'ambiente.
Oggi sono stata a pranzo da Marco Stabile, nella nuova sede del ristorante Ora d'Aria, con una compagnia di eccezione: Fabien, blogger come me.
Si è trasferito la settimana scorsa, quasi alla chetichella: oggi era il primo giorno che apriva a pranzo, eppure c'era già diversa gente; segno che il passaparola a volte funziona molto più della pubblicità.
Marco, di fatto considerato uno dei migliori chef in città (e oltre), ha mantenuto un atteggiamento umile e caloroso, quale raramente si trova nelle persone che fanno la sua professione: accoglie tutti con la medesima attenzione.
A fianco di 'Ino e a pochi passi da Carapina, i 3 hanno creato una strada del "gusto", accomunati da un'accurata ricerca e selezione negli ingredienti.
Il ristorante è sui toni del bianco-grigio con pochi tavoli e la cucina in super vista: si puo' seguire tutto ciò che succede in cucina in tempo reale. Buffo che ciò avvenga in un clima di quasi silenzio. Al piano di sotto la cantina e altri tavoli.
Il menù a pranzo offre una soluzione che ho trovato a dir poco meravigliosa: ogni piatto può essere gustato nella sua totalità oppure come tapas, ovvero come assaggino. Per me questo è il paradiso considerato che mi piace assaggiare sempre cose diverse!
I piatti vengono dai 12 ai 14 €, le tapas invece sui 5-6 €.
Così ho fatto quasi impazzire la cucina ordinando più portate tutte nella versione tapas.

Ho cominciato con 1 uovo pochè con crema di zucchine, liquirizia e guanciale affumicato che si presentava come un fiore bianco e giallo su un prato verde. Ottimo: delicato e ben calibrati gli ingredienti. Insieme ho assaggiato la ribollita di mare, ovvero con un mix di alghe al posto del cavolo nero.
Fabien ha preso un gazpacho di melanzane che era divino.
Come secondi abbiamo preso entrambi l'hamburger con "accessori alla piastra": io ovviamente formato tapas. La carne (chianina) era intervallata con cocomero alla griglia! e servito dentro la schiacciata. Buono, buono, buono.
Infine come secondo assaggino la faraona con composta di ciliegie: non pensavo di poter consumare il pane a furia di fare la scarpetta tanto era buona. Croccante fuori, tenera dentro. Perfetta.
Non potevamo non assaggiare anche i dolci, sempre formato mignon: Fabien ha optato per un dolce al cioccolato il cui profumo a momenti lo stendeva.
Io per un "minestrone" di frutta con al posto del formaggio, cocco grattugiato! Che idea, tanto semplice quanto ottima.
Un pranzo capace di inebriare il palato in piccole e intense sensazioni, senza appesantire, ma capace di rivelare sorprese.
E Marco che ogni tanto veniva al tavolo chiedendo quasi timidamente come fossero i piatti, visto che era il primo giorno di apertura a pranzo.
Se per voi mangiare è sfamarsi, non ci andate, ma se credete che anche un piatto possa darvi emozioni, e che sedersi a tavola possa essere anche un momento di break dal turbinio di una giornata fateci un salto.

8 commenti:

  1. Io sono stata ieri sera a cena, e ti dirò, mi sembra peggiorato.
    Il pane è secco, il servizio non è attento, chiusi stagni dentro quella stanza, solo con la cucina a vista e niente finestre, i formaggi insapori, il baccalà lo stesso.... quanto me lo ricordavo meglio, l'Ora d'Aria in via Ghibellina!

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  2. Sì sì siamo stati proprio bene :)
    E poi Marco è un padrone di casa eccezionale.
    Alcune sfumature positive (l'asciugamano imbevuto per pulirsi le mani dopo la schiacciata o la raccolta delle briciole dal tavolo prima del dolce) ma anche qualche piccola sbavatura (anche se lo hai chiesto poi non ti hanno spiegato cos'era il pipinboim coreano e nessuno ci ha chiesto se gradivamo un vino, ma magari era il primo giorno anche per i camerieri ed erano un po' emozionati). Comunque una cucina incredibile, per colori, sapori e accostamenti (quel cocomero grigliato sull'hamburger di chianina, che sorpresa!)

    Grazie mille per la splendida compagnia, speriamo di ripetere presto.



    (oh comunque nel post manca il link a Carapina: http://www.gelateriacarapina.it)

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  3. Ciao,
    sai per caso se le tapas le fanno anche a cena?

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  4. Ciao Elena..
    è da tanto che voglio andare da Marco Stabile e gustare la sua cucina. Vedrò di colmare questa carenza prima possibile.
    Grazie della tua recensione

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  5. Ci sono stata a pranzo il giovedì per il mio compleanno, dopo aver letto questo post.
    Abbiamo preso un menu degustazione meraviglioso.. era tutto perfetto!
    Hugo, un francese molto simpatico, ha abbinato i vini e lo chef è stato molto gentile.
    Ci tornerò per la cena, il menu mi ha incuriosito tantissimo...

    Seguo il tuo blog da molto tempo e non commento mai... ma oggi dovevo ringraziarti!

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  6. ciao Fabiana sono molto contenta che tu ti sia trovata bene e che tu abbia scritto! grazie :)

    mi dispiace per Perla, sul pane ti posso dire che quello toscano era "normale", ma i panini al latte fatti da loro erano buonissimi (Fabien ha confessato che potrebbe campare solo di quelli e del dolce al cioccolato!)

    qualche piccolo dettaglio migliorabile in effetti c'è sempre (a noi non hanno chiesto se volevamo il vino! ci hanno detto appena seduti "possiamo versarvi un po' di prosecco" e poi basta. fra l'altro versato a inizio pasto in quel modo fa pensare che sia offerto e invece era nel conto: 5 € l'uno).

    ma a parte questo ho mangiato benissimo, Marco è un padrone di casa eccezionale.
    da tornarci a cena.

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  7. pienamente daccordo con Perla, una vera delusione: stanza opprimenti, pane secco (verissimo), e niente di eccezionale fra le varie portate prese, niente da giustificare i 100 euro a testa spesi!!! e poi, please, basta con al storia del cuoco affabile e accogliente rispetto alla maggior parte dei suoi colleghi...di ristoranti ne giro molti e vi posso assicurare che quella "maggior parte dei colleghi" appartiene a una vecchia generazione, i nuovi, proprio per contarsto ai vecchi son (quasi) tutti giovani, carini, disponibili e accolgienti.

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  8. siete molto bravi

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Qualsiasi commento è benvenuto :-)

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