Qualche sera fa ho cenato in questo nuovo ristorante, aperto lo scorso dicembre. Dopo aver letto l'ottima recensione di Aldo, il post di Romanelli e i commenti di STK e Sabino su Duespaghi, mi era venuta una gran voglia di provarlo.E' un ambiente piccolo (massimo 30 coperti), intimo, adatto a serate tranquille dove si puo' parlare senza troppo casino in sottofondo (che bello!), con una giusta musica di atmosfera; se volete è indicato per romantiche cene a due, ma anche per piccole comitive di amici.
Il ragazzo che lo ha aperto è un ex veterinario che da anni coltivava la passione per il buon cibo e - sottolinea - per il buon vino. Quando amici comuni lo hanno messo in contatto con Niccolò, giovanissimo (23 anni) chef ma con una bella esperienza alle spalle (sia all'estero che più vicino, da Caino), ha deciso di fare il salto. Ha trovato questo fondo a San Frediano, proprio a ridosso della porta: era una ex macelleria, e l'ha trasformata in un ambiente dove legno e pietra si mescolano con gusto, in un mix fra moderno e antico. Fatevi mostrare le foto di com'era prima il posto!
Una cosa carina: sulle lavagnette sono disegnati i piatti. Ho visto una cosa simile soltanto a Tokyo qualche anno fa.
Il ragazzo che lo ha aperto è un ex veterinario che da anni coltivava la passione per il buon cibo e - sottolinea - per il buon vino. Quando amici comuni lo hanno messo in contatto con Niccolò, giovanissimo (23 anni) chef ma con una bella esperienza alle spalle (sia all'estero che più vicino, da Caino), ha deciso di fare il salto. Ha trovato questo fondo a San Frediano, proprio a ridosso della porta: era una ex macelleria, e l'ha trasformata in un ambiente dove legno e pietra si mescolano con gusto, in un mix fra moderno e antico. Fatevi mostrare le foto di com'era prima il posto!Una cosa carina: sulle lavagnette sono disegnati i piatti. Ho visto una cosa simile soltanto a Tokyo qualche anno fa.
Di osteria ha solo il nome, di fatto è più simile a un Bistrot francese o un ambiente di New York, a cominciare dal menù dove non troverete la classica suddivisione in antipasti, primi, secondi... ma una più originale divisione in carne, pesce, verdura. Ogni piatto è composto da diversi accostamenti (a volte decisamente insoliti), ed è possibile ordinare un menù composto da 4 (40 €) o da 6 assaggi (55 €). Io ho optato per quello da 4, buttandomi sul pesce.
Altra cosa che mi è piaciuta del menù: sono indicati i produttori, cosa che fa trapelare l'attenzione alla materia prima.
Iniziamo con il pane, ottimo, fatto da loro in vari modi (particolare quello al cavolo nero, ottima la schiacciatina e i grissini) seguito da un appetizer sfizioso (crema di cavolo con bottarga).
Come primo assaggio ho scelto una sorta di purè di patate, con olio nuovo e cuore di caprino, con sopra radicchio rosso e una spolverata di polvere di porcini. Davvero buono!
Il secondo assaggio era una tartare di ricciola, con spinaci e se ricordo bene ricotta! Il terzo assaggio invece erano delle triglie sfilettate con minuscoli fagioli, tocchetti di rapa e mi pare pistacchi (e sicuramente un'altra dozzina di cose di cui non ricordo...). Chiedo scusa per eventuali inesattezze mi pareva brutto mettermi a scrivere i singoli ingredienti. Come dolce ho scelto un davvero non comune sorbetto al sedano su letto di yogurt e 1000 altre cose che si mescolavano in bocca lasciando un gustoso e rinfrescante sapore, non l'avrei mai detto (un sorbetto in inverno!) ma era eccezionale. Ho assaggiato anche una valida sfoglia croccante di mele, marmellata di kaki e spuma alle nocciole, accompagnata da uno sherry Pedro Ximenez.
Alla fine lo chef ci ha omaggiati di una pallina di gelato al vinsanto e cantuccini. Che cosa carina!
Il proprietario mi ha detto che fanno anche l'aperitivo (che non vuol dire apericena) per chi vuole sedersi, bere 1 bicchiere di buon vino e spiluzzicare 2 cose... soprattutto chi poi va al vicino Teatro di Cestello!
Da tornare sicuramente... mi è piaciuto molto sia come ambiente che come menù. Accogliente e cordiale anche il servizio. Lo chef è timidissimo (mi ricorda Marco Stabile... che siano le origini comuni a determinare l'umiltà?).
Complimenti ai 2 ragazzi, aprire un ristorante simile in San Frediano, quartiere dominato dalle trattorie toscane, è segno di un certo coraggio.
Alla fine lo chef ci ha omaggiati di una pallina di gelato al vinsanto e cantuccini. Che cosa carina!Il proprietario mi ha detto che fanno anche l'aperitivo (che non vuol dire apericena) per chi vuole sedersi, bere 1 bicchiere di buon vino e spiluzzicare 2 cose... soprattutto chi poi va al vicino Teatro di Cestello!
Da tornare sicuramente... mi è piaciuto molto sia come ambiente che come menù. Accogliente e cordiale anche il servizio. Lo chef è timidissimo (mi ricorda Marco Stabile... che siano le origini comuni a determinare l'umiltà?).
Complimenti ai 2 ragazzi, aprire un ristorante simile in San Frediano, quartiere dominato dalle trattorie toscane, è segno di un certo coraggio.
Borgo san frediano, 167/r
50124 - Firenze (FI)
tel. 055 - 9331341














































